Da non perdere | Comune di Avezzano

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Da non perdere

Museo Pinacoteca Castello Orsini Colonna
 

Immagine raffigurante una stanza del Museo Pinacoteca Castello Orsini ColonnaLa Galleria Civica d' Arte Moderna di Avezzano raccoglie, dopo averne fatto un Censimento scrupoloso ed una catalogazione, il materiale posseduto a partire dal 1949, anno della Prima Mostra Marsicana di Pittura che in seguito si sarebbe chiamata Premio Avezzano. Ai premi-acquisto delle varie edizioni, si sono aggiunge in questi ultimi mesi alcune significative donazioni che hanno di molto arricchito il già cospicuo patrimonio di opere, che ovviamente nella loro datazione rispecchiano percorsi critici, tendenze culturali diverse e talora contrastanti, risultato di connessione di determinati periodi storici con particolari fermenti creativi in continua e radicale evoluzione.

Il museo Lapidario
 

Immagine raffigurante busto di pietra all'interno del Museo LapidarioIl Museo Lapidario di Avezzano venne allestito per la prima volta nel 1888 raccogliendo materiali epigrafici provenienti dai centri di tutta la Marsica ed in particolare dalle aree archeologiche di Alba Fucens e di Marruvium. Già da alcuni anni aveva cominciato a diffondersi tra gli studiosi tutto l'interesse per la sistemazione di un Museo che avesse lo scopo di raccogliere i materiali già rinvenuti nel territorio con particolare predilezione per le iscrizioni latine. La più antica presenza di un primo nucleo di tali iscrizioni è testimoniata nell'atrio del Tribunale di Avezzano, istituito per la prima volta nel 1861 ed inaugurato l'anno successivo, nei locali dell'ex convento di S. Francesco a piazza Castello.

Santuario Madonna di Pietraquaria
 

Immagine raffigurante Il Santuario della Madonna di PietraquariaIl monte, alle cui falde l'odierna città estende l'estremo suo lato verso occidente, custodisce memorie tante e sì dolci da rendersi sacro al cuore di tutti gli Avezzanesi. I suoi dossi erano, una volta, completamente verdeggianti di densa ed alta vegetazione di faggi, di querce e di castagni. Dopo la totale sparizione delle vecchie piante, a causa principalmente della scarsa discrezione dell'uomo e per l'insufficiente difesa del patrimonio boschivo, trascorse qualche secolo; ma oggi il versante fucense, di cui qualche parte è resa coltivabile, si presenta coperto di migliaia di pini specialmente verso la sommità e nelle zone più vicine al Santuario, grazie alla provvida e vigile opera della Forestale.

Chalet Torlonia
 

Il giorno 9 agosto 1862, con una semplice ma partecipatissima cerimonia, fu dato inizio al prosciugamento del lago Fucino facendo percorrere l'Emissario costruito dal Principe Alessandro Torlonia dalle prime acque. Questo avvenimento inaugurava un'opera ancora incompleta ma che già meritava gli elogi espressi nel 1878 dagli ingegneri del Ministero dei Lavori Pubblici nel redigere la relazione di chiusura dei lavori. Esattamente 1808 anni prima, negli stessi luoghi, un'altra cerimonia, coronata da un'imponente naumachìa, aveva già celebrato il medesimo prosciugamento, allora realizzato facendo defluire le acque attraverso un Emissario, quello dell'Imperatore Romano Claudio, del tutto analogo all'Emissario Torlonia.

Immagine raffigurante lo Chalet TorloniaLe cronache dell'epoca, però, e quelle successive, non riferiscono altro di questa antica impresa; non si può dire altrettanto, invece, della sua replica più recente, l'eco della quale e dei suoi effetti sull'economia agricola locale, negli anni a seguire, risuonò ben oltre la plaga Marsicana: lo Chalet Torlonia, infatti, fu uno dei veicoli per portare lontano le notizie. Quello che oggi si conosce dello Chalet, purtroppo, ha perduto ogni carattere di storicità a favore della fantasia. La tradizione orale, infatti, lo vuole capanno di caccia del Principe Alessandro Torlonia presentato all'Esposizione Universale di Parigi nel 1889 come archetipo di prefabbricato in legno; lo vuole anche, nel 1911, all'Esposizione Internazionale di Torino con finalità non ben precisate.

Esso, però, non può essere stato il capanno di caccia del Principe Alessandro Torlonia perché questi visse dal 1800 al 1886 mentre lo Chalet fu costruito nel 1891; per lo stesso bisticcio di date non può essere stato nemmeno esposto a Parigi; della sua presenza a Torino, infine, non esiste traccia in nessun catalogo ufficiale dell'Esposizione Internazionale.

La Fortuna, non potendo forse premiare in altro modo la tenace ricerca, tentata da chi scrive, per rintracciare i progetti originali del manufatto, ha condotto l'ultimo discendente di quel sig. Tersilio Boccaccini, falegname costruttore dello Chalet (foto 10), a ritrovare un ingiallito ritaglio di giornale, datato 5 dicembre 1895, dal quale si è potuto conoscere almeno uno dei luoghi dove lo Chalet ha transitato sicuramente: l'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92; questa volta le date coincidono con quelle incise sul manufatto!. Di più non avrebbe potuto fare la graziosa Dea Bendata!: l'incendio dello stabilimento Boccaccini, la distruzione degli Archivi Torlonia in Avezzano dovuta al tremendo terremoto del 1915 (A.M. Giraldi) ed infine lo stato di disordine e di rovina nell'antico archivio, sono tutti motivi per ritenere che i progetti originali non siano più esistenti.

La presenza dello Chalet Torlonia presso l'Esposizione Nazionale di Palermo nel 1891-92 è ben documentata nel Catalogo Generale della stessa; in esso appare evidente, inoltre, che l'interesse dell'espositore non era diretto in alcun modo verso lo Chalet, come il tempo ha trasposto nella conoscenza collettiva, ma verso il suo contenuto costituito principalmente dai prodotti agricoli provenienti dalle terre emersa da Fucino e secondariamente dai progetti che ne hanno permesso il prosciugamento. Ne è prova tanto il "Diploma d'onore per le industrie agricole" conferito alla casa Torlonia (Palermo e l'Esposizione Nazionale 1891-92; Cronaca illustrata) quanto ciò che scriveva il corrispondente da Palermo del "The Times" di Londra il 15 novembre 1891: "L'Esposizione agricola è interessante ma il più importante in questo settore è il padiglione del Principe Torlonia, con una completa rassegna di prodotti della terra provenienti dal lago Fucino." (L'Esposizione Nazionale di Palermo 1891-92 nelle corrispondenze coeve dal "The Times").

Festival di Avezzano
Tre serate di grande spettacolo per il Festival musicale Città di Avezzano, un'affermata manifestazione musicale di respiro nazionale ideata dal famoso presentatore televisivo Luca Di Nicola. Sempre presente la partecipazione di importanti nomi del mondo dello spettacolo e del panorama televisivo italiano.

Festa della Madonna di Pietraquaria
Per tale ricorrenza, ancora oggi gli avezzanesi accendono i suggestivi «fuochi» devozionali (i focaracci), la sera del 26, con i rami secchi raccolti dai ragazzi secondo un rituale caratteristico, quello dello «strascino». Permane anche l'usanza di recarsi a piedi fino al santuario della Madonna, portando con sé la mutina (la merenda): un'usanza che si protrae per tutto il mese di maggio.

Estate Avezzanese
I Focaracci in occasione della Madonna di PietraquariaOgni anno l'amministrazione Comunale di Avezzano, in collaborazione con le varie associazioni culturali presenti nella Città, organizza un'estate piena di incontri da assolutamente non perdere. Gli eventi teatrali, musicali, sportivi, cinematografici e le molte fiere e mostre organizzate nella Città e nelle frazioni circostanti, fanno da sempre richiamo per i turisti e per tutti gli abitanti del territorio.

Le frazioni
Tutte da visitare le otto frazioni della Città di Avezzano, ognuna ricca di storia, cultura, bellezze paesaggistiche e forti tradizioni.

Il Palazzo ed i giardini di Villa Torlonia
Oggi sede dell'A.R.S.S.A l'antico palazzo del principe Torlonia, ( l'uomo che prosciugò il Lago del Fucino ), ha custodito molto dell'antico fascino di allora. Oltre che l'importante Chalet adibito oggi a museo, dove contenuto e contenitore sono entrambi di grande fascino, si può ammirare il parco adiacente alla villa, ricco di molte varietà di piante rare e di "strumenti" di antichi mestieri, da visitare la "Nevera" l'antica ghiacciaia del principe.